Le mie storie

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Qui troverai le mie storie, le storie scritte da me e le storie che amo scritte da altri…

L’Ibisco

La donna lo vide un pigro giorno d’estate mentre si recava al lavoro. I suoi vivaci fiori arancioni, che spiccavano tra le lussureggianti foglie verdi, colpirono il suo sguardo e un’allegra voglia di vivere contagiò il suo cuore…d’impulso entrò e l’acquistò. Felice, con la piantina avvolta in un foglio di giornale tra le mani, si recò al lavoro e, mentre cuciva e ricamava, la tenne accanto a sé raccontandole di lei, della sua casa e della sua vita; poi la sera tornarono a casa insieme. Decise di posizionarla sul balcone della sua stanza e la sera le si sedeva accanto mentre nel suo cielo guardava le stelle…il suo cuore parlava. La vita dell’Ibisco non fu però facile. Per tre volte rischiò la morte…le sue foglie caddero…i suoi fiori sfiorirono..e per tre volte lui, tenace, non si arrese e si riprese…le sue foglie rispuntarono ed i suoi fiori rifiorirono. Verso la fine dell’autunno, presa dalle vicende della vita, la donna si scordò di lui ed un giorno piovoso d’autunno lo ritrovò rinsecchito in un angolo del terrazzo… a quel punto pensò che forse avrebbe potuto eliminarlo, sembrava senza vita: il suo cuore pentito piangeva. Allora tolse i fiori avvizziti, eliminò le foglie appassite, potò i rami ormai secchi, lo spostò in un luogo riparato e fresco della sua casetta e gli diede da bere. Continuò a dissetarlo e a parlargli per tutto l’inverno: era lei questa volta che non voleva mollare! …in primavera vide le sue gemme spuntare…

Enrica Rossi

foto dal sito barbazzagarden.it

 

Un’antica leggenda Sioux

Nei tempi antichi, il Creatore volle nascondere una cosa agli uomini fino a che non fossero stati pronti per vederla. Così radunò tutte le altre creature del creato per chiedere loro consiglio. L’aquila disse: “Dalla a me e la porterò sulla montagna più alta del mondo” ma il Creatore rispose: “No, un giorno gli uomini conquisteranno quella montagna e la troveranno.” Si fece avanti il salmone: “Lasciala a me e io la nasconderò nelle profondità dell’oceano” ma il Creatore rispose: “No, gli uomini sono esploratori di natura e un giorno arriveranno anche lì.” Fu la volta del bufalo: “La porterò con me e la seppellirò nel cuore delle grandi pianure” ma il Creatore rispose: “No, un giorno persino la superficie della Terra verrà aperta e loro la troveranno.” Le creature del creato non sapevano più cosa dire, ma poi una vecchia talpa cieca parlò. “Perché non la metti dentro di loro? È l’ultimo posto dove andranno a cercare.” Il Creatore rispose: “Così sia.”

storia trovata nel libro di Michael Neill “Sei nato felice”

foto di Rayan McGuire

 

 

Una storiella zen

Un discepolo una volta si lamentava con il maestro:
«Ci racconti delle storie,
ma non ci sveli mai il loro significato».
Il maestro disse:
«Che ne diresti se qualcuno
ti offrisse un frutto e lo masticasse
prima di dartelo?».
Nessuno può sostituirsi a te per trovare il tuo significato.
Neppure il maestro.

Anthony De Mello

foto di Elena Mel

foto di Elena Mel

 

L’omino della pioggia

Io conosco l’omino della pioggia. È un omino leggero leggero, che abita sulle nuvole, salta da una nuvola all’altra senza sfondarne il pavimento soffice e vaporoso. Le nuvole hanno tanti rubinetti. Quando l’omino apre i rubinetti, le nuvole lasciano cadere l’acqua sulla terra. Quando l’omino chiude i rubinetti, la pioggia cessa. Ha un gran da fare, l’omino della pioggia, sempre ad aprire e chiudere i rubinetti e qualche volta si stanca.

Quando è stanco stanchissimo si sdraia su una nuvoletta e si addormenta. Dorme, dorme, dorme, e intanto ha lasciato aperti tutti i rubinetti e continua a piovere. Per fortuna un colpo di tuono più forte di tutti gli altri lo sveglia. L’omino salta su ed esclama: – Povero me, chissà quanto tempo ho dormito! Guarda in basso e vede i paesi, le montagne ed i campi grigi e tristi sotto l’acqua che continua a cadere. Allora comincia a saltare da una nuvola all’altra, chiudendo in fretta tutti i rubinetti. Così la pioggia cessa, le nuvole si lasciano spingere lontano dal vento e muovendosi cullano dolcemente l’omino della pioggia, che così si addormenta di nuovo.

Quando si sveglia esclama: – Povero me, chissà quanto tempo ho dormito! – Guarda in basso, e vede la terra secca e fumante, senza una goccia d’acqua. Allora corre in giro per il cielo ad aprire tutti i rubinetti. E va sempre avanti così.

Gianni Rodari

foto presa da facebook alluvione di Genova 11 ottobre 2014

foto presa da facebook – alluvione di Genova 11 ottobre 2014

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